Il contributo dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura a B-CAD Roma 2025
Costruire futuro: la bellezza del fare bene
Al convegno inaugurale di B-CAD Roma 2025, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR ETS) ha portato al centro della riflessione il tema “Costruire futuro: la bellezza del fare bene. Bioarchitettura, CAM e formazione come strumenti per cambiare il progetto e la società”.
Anna Carulli: Mediterraneo come paradigma
L’apertura è stata affidata ad Anna Carulli, Presidente Nazionale INBAR, che ha sottolineato l’importanza di radicare l’architettura nell’identità mediterranea, coniugando innovazione, decarbonizzazione e responsabilità sociale. La sua visione richiama la tradizione critica di pensatori come Bruno Zevi, che hanno inteso l’architettura come gesto politico e sociale.
Giò Dardano: verso un codice dell’armonia
Il Consigliere Nazionale Giò Dardano, Delegato agli Affari Istituzionali, ha proposto l’idea di un “codice della bellezza e dell’armonia”, non come regola rigida, ma come principio unificante capace di restituire coerenza all’architettura contemporanea. Nella sua riflessione si avverte l’eco del pensiero di Tomás Maldonado, che invitava a coniugare complessità e ordine culturale.
Piero Luigi Carcerano: tre progetti come laboratorio di cultura
L’architetto Piero Luigi Carcerano, Presidente della Commissione Comunicazione ed Editoria di INBAR, ha illustrato tre esperienze progettuali significative:
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il restauro del Castello di Rivoli, in collaborazione con Andrea Bruno;
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la sala ipogea di Palazzo Carignano a Torino, anch’essa con Bruno;
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il progetto internazionale Sino-German a Zibo, in Cina.
Tre esempi che mostrano come il progetto possa essere inteso come gesto culturale e collettivo, capace di coniugare memoria, innovazione e dialogo tra culture.
Un istituto come presidio culturale
Il programma INBAR 2025-2027 – tra linee guida per la progettazione rigenerativa, nuove certificazioni, piattaforma INBAR Hub e sportelli territoriali – si propone non solo come agenda tecnica, ma come manifesto culturale. Ancora una volta torna l’insegnamento di Maldonado: la tecnica senza cultura è cieca, la cultura senza pratica è sterile.
Costruire come atto collettivo
Alla presenza di figure istituzionali come l’Arch. Tiziana Campus (Segretario CNAPPC) e nuovamente di Anna Carulli, l’evento ha ribadito che costruire significa assumersi una responsabilità collettiva.
Il futuro sostenibile e inclusivo inizia oggi, dalle scelte progettuali che tengono insieme bellezza, armonia e responsabilità. L’INBAR si conferma così presidio culturale indispensabile, capace di ricordare che l’architettura appartiene alla società nel suo insieme.
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